Life update/Come superare ostacoli e ripartire: la mia storia

E finalmente dopo più di un anno dal mio ultimo post, torno a farmi viva. Mi avete aspettato? 🙂

L’anno scorso, di questi tempi, mi sentivo a pezzi. Il blog era l’ultimo dei miei pensieri.

In agosto mi ero frantumata (ovviamente senza saperlo) un ossicino della caviglia, ma sebbene non riuscissi a stare in piedi a lungo, il medico di famiglia non riteneva che avessi qualcosa di rotto (non so su quale assunto si basasse, visto che non mi aveva prescritto neanche una lastra), m’aveva solo assicurato che nel giro di qualche giorno sarei guarita.

E io, ancora non capisco il perché, mi ero fidata e aspettavo fiduciosa la guarigione. Eppure il fastidio era evidente e se stavo in piedi qualche ora, poi mi dovevo stendere e impacchettare la zona, dolorante e gonfia, con del ghiaccio per rendere il tutto sopportabile.

A settembre, zero miglioramenti, il medico non mi calcolava ed ero isterica, così zoppicando, rientrai in Italia e privatamente feci la lastra, chiesi un consulto con uno specialista, e venne svelato l’arcano.

A quel punto non si poteva fare altro che prendere dei farmaci e aspettare che il callo osseo si indurisse (non so raccontare bene questo frangente, ma comunque il dottore era stupito sia che avessi questa frattura, sia dell’incompetenza del collega inglese).

Mi vengono prescritti altri accertamenti e vien fuori una fragilità ossea che deve essere curata ma naturalmente mi consigliano di rivolgermi alla sanità inglese, visto che non abito più in Italy.

Bene, torno in Inghilterra con il risultato degli esami, vado dal medico chiedendo di vedere uno specialista ma non se ne parla. Il medico dice che devo rifare gli esami perché i risultati italiani (da notare che erano tutti numeri, un linguaggio universale, le pochissime parole presenti gliele avevo tradotte), non vanno bene per via della lingua diversa (?).

Quindi devo perdere altro tempo e rifare tutta la trafila e mi vengono dati degli appuntamenti per dicembre (ah dimenticavo di dirvi che era ottobre). Ma nel frattempo il medico mi telefona e mi dice che aveva inserito comunque i dati degli esami italiani nel suo computer, e aveva notato una situazione critica delle mie ossa, si era allarmato e mi aveva prescritto una cura.

Sempre scettica, ma comunque rincuorata dalla premura del medico, vado in farmacia a prendere le medicine. Il farmacista non si limita a darmi le scatole e via, ma passa dall’altra parte del bancone, si avvicina e mi comincia a dire in un tono mellifluo/rassicurante (mentre io già iniziavo a preoccuparmi) che dovevo assumere le medicine in un certo modo, con attenzione estrema per evitate effetti collaterali disastrosi che adesso preferisco tralasciare.

Torno a casa con queste medicine che mi sembrano delle bombe a orologeria e vado nel panico, mi viene una paura incontrollabile.

Insomma per una settimana non tocco i farmaci, non riesco a non pensare agli effetti collaterali. Al solo pensiero ero in panico (lo so, sono una fifona esagerata). Ma poi ecco una illuminazione, voglio leggere il foglietto illustrativo. Voglio capirci qualcosa.

Mi rendo conto che mi era stata prescritta una cura esagerata, quelle medicine erano destinate a persone molto in là con gli anni! Faccio ricerche, scandaglio Internet, leggo articoli di esperti: la mia tesi sembra giusta. E allora mi incavolo: io che non sono un medico, leggo il bugiardino e capisco cosa dice, e il medico non lo capisce? Allora basta, caro dottore, una seconda volta non mi freghi.

Cerco su internet uno specialista in problemi delle ossa e vado immediatamente (pagando per la visita). Gli faccio vedere i risultati italiani, non mi fa nessuna storia per la lingua, giustamente dice che sono numeri e non ci vuole molto a leggerli! Non trova il mio quadro clinico così disastrato e mi rincuora. Alla fine avevo ragione, quelle medicine non andavano prese e lo specialista me le butta nel cestino della spazzatura, mi prescrive le analisi della vitamina D, mi suggerisce di fare più movimento per aumentare la massa muscolare e finalmente mi tolgo un pensiero. Lesson learnt: mai fidarsi di questi medici generici inglesi!

Arriva novembre e mi sento bella energica, ho ripreso a camminare bene, faccio esercizi, prendo un supplemento di vitamina D e ho reinserito nella mia dieta yogurt, frutta secca e formaggi che mangiavo solo sporadicamente. Tutto sembra procedere, ho voglia di fare qualcosa di creativo e mi viene una idea: perché non rinnovare il blog?

Compro questo dominio nuovo, ho in mente di essere professionale, mi scrivo gli argomenti che vorrei trattare, ho dei progetti, stilo un calendario, acquisto un manuale per capire come usare WordPress, faccio la migrazione dei miei vecchi post (da blogger.com) su questa piattaforma, comincio a dare forma al progetto. Insomma, mi sento pronta per la svolta!

Ma all’improvviso mi blocco.

Why? Mi sento poco preparata. Il fatto è che quando cerco di aggiustare i vecchi post perché le immagini e i titoli sono tutti scombinati, ci metto secoli per muovere un blocco senza far danni e il risultato nemmeno mi piace.

Sono una specie di perfezionista mortalmente afflitta dai miei scarsi progressi in campo informatico.

Allora decido di rimandare la scrittura del primo post finché non trovo il modo di mettere ordine nella struttura del blog, lo voglio creare come l’ho immaginato.

Ma le aspettative non combaciano con la realtà: credevo sarei riuscita a capire tutti i meccanismi in quattro e quatto otto, invece nulla mi sembra intuitivo e comincio a maledire il giorno che ho avuto questa idea del nuovo blog!

Perfetto, il morale é basso, sottozero proprio come le temperature di dicembre. Eppure continuo a fare tentativi, cambio questo, aggiusto quello e non sono mai soddisfatta. Tutte le idee per gli articoli che avevo in scaletta, diventano ‘fuori stagione’, inutili. Devo trovare argomenti attuali.

Ricomincio a prendere appunti. Arriva Natale e con esso una nuova ondata di Covid. Fantastico, ci mancava anche questo. Il virus si impossessa del mio organismo, mi butta giù come non mai, la febbre alta mi dura quasi una settimana e poi mi lascia una tosse atroce che mi leva il respiro.

Molto bene, passo le vacanze natalizie attaccata ad un vaporizzatore, ho scoperto che il vapore mi fa respirare un pochino meglio. Allora chiedo al medico di prescrivermi un aerosol, ma udite, udite, siccome non sono asmatica, secondo lui non mi serve niente! Odio questo medico, con tutte le forze. Continuo a respirare il vapore e per Capodanno la tosse inizia a migliorare.

Natale a Londra 2023

Arriva il nuovo anno, ancora non mi sento in sesto, la spossatezza non si attenua, ma parto alla volta dell’Italia. Rimango in patria fino alla metà di febbraio, ad assistere mia mamma che ha dovuto fare la protesi al ginocchio e poveretta sta sopportando una riabilitazione lunga e dolorosa.

Rientro a Londra e resto sino ad aprile, assisto allo spettacolo teatrale ‘Plaza Suite” con S.J. Parker (carino, lei recita come Carrie di ‘Sex and the city’) e poi rientro in Italia.

Questa volta mio papà deve sottoporsi a un intervento agli occhi e, con mamma non ancora ristabilita, voglio dare una mano. I miei genitori si oppongono strenuamente a questo mio ennesimo viaggio, ma non hanno la meglio.

Le cose per mio padre migliorano in fretta e quindi, dopo poco, rientro a Londra. Mi sento leggermente “scombinata” sul piano emotivo, mi ero riabituata alla mia vita italiana e adesso fatico a riprendere le cose in mano in terra straniera. Mi interrogo su quale e dove sia effettivamente casa mia.

A maggio si prospetta l’idea di una vacanza extra, grazie a dei punti collezionati con la carta di credito. La destinazione sarebbe Dubai, una meta per me atipica, ma essendo un omaggio e prospettandosi una settimana di mare, comincio con un certo entusiasmo a tirar fuori dall’armadio i costumi e gli abiti leggeri. Mi sento felice per questo viaggio e comincio a non veder l’ora di partire. Accarezzo l’idea di un tour nel deserto… Ma a sorpresa arriva anche un dolore lancinante alla schiena. Delusione totale, non posso andare, non me la sento di rischiare di rimanere bloccata in hotel. E dopo due giorni dalla presunta partenza, il dolore sparisce. Avrei dovuto rischiare. Comunque ho una seconda chance: i punti mi sono stati restituiti e in futuro li potrò utilizzare ancora.

A fine mese ricomincio a pensare al blog, ma non mi ricordo nulla di quello che avevo letto sul manuale e francamente non so da dove riprendere il discorso. Rimando la scrittura a data da destinarsi.

Uno dei magnifici leoni dello zoo safari di Longleat

Intanto approfitto delle belle giornate per allenarmi con il golf, altra cosa tralasciata da millenni. E poi sempre grazie al bel tempo, ritrovo la voglia per piccoli viaggetti: ritorno a Bath, visito lo zoo safari di Longleat (rimango a bocca aperta davanti alla bellezza dei leoni), faccio una puntatina ad Aversa, poi arrivano degli amici da Roma e insieme passiamo una giornata a Richmond a scovare cervi e ci regaliamo una cena degustazione in un ottimo ristorante, a fine mese altro weekend fuori e si parte alla volta di una grigissima Berlino.

Weekend ad Anversa
Berlino e il suo cielo plumbeo

Luglio un mese di pioggia e sole, poca voglia di fare e molta di dormire di giorno, invece di notte sono insonne. Ho dei momenti di down, mi sento inconcludente e depressina. In notturna leggo tantissimo, specie romanzi giapponesi e libri sull’alimentazione.

Vado a teatro per ‘Stranger things’, uno show spettacolare (da vedere assolutamente) anche se il plot troppo caciarone, non mi ha conquistato.

A teatro per Stranger things

Siccome il blog non procede, mi concentro su Youtube e sforno parecchi video nuovi, ricomincio a fare vlog. Poi, un guizzo di energia, si parte per l’agognata vacanza al mare. Abbiamo scelto di non cambiare e ci ritroviamo a Maiorca, nella stessa spiaggia e stesso hotel dell’anno prima.

La spiaggia. Playa de Muro a Maiorca

Il tempo pare essersi fermato, mi sembra di rivivere il passato. Strana sensazione, sono stata veramente bene sia ora che allora, ma la fine dell’idillio arriva in un lampo: facciamo incetta di prosciutto Bellota e torniamo in England.

Ad agosto fa caldissimo in città, l’insonnia mi tormenta, per fortuna ci siamo dotati di piccoli dispositivi per l’aria condizionata e ci aiutano a sopportare la calura infernale.

In Italia una mia parente muore, ho un dispiacere forte acuito dalla lontananza.

Seguito a giocare a golf, cercando un po’ di refrigerio tra il verde dei campi. I miei allenamenti mi deludono, i miei punteggi mi fanno arrabbiare. Questo gioco mi sta mettendo in crisi. Di solito gioco per divertirmi, adesso invece mi sento in competizione con me stessa. Se le cose non vanno, mi rabbuio e la sconfitta brucia per almeno un giorno.

Il golf, amore e odio.

Poi mi accade una cosa strana: vengo invitata dall’università del council a frequentare un corso gratuito di Marketing. All’inizio sono guardinga, credo sia uno scam e chiedo documenti e rassicurazioni. A conti fatti, sembra tutto vero e frequento il corso. Mi appassiono perché si tratta di un argomento a me del tutto sconosciuto, sono molto curiosa e mi interessa soprattutto l’aspetto dell’indicizzazione dei siti e il discorso sulle parole chiave e sull’identikit del customer.

Prendo un sacco di appunti e mi sforzo di capire come questi insegnamenti, seppur di base, possano tornarmi utili, l’idea di migliorare il blog (ovvero crearlo da capo ma con una certa cognizione) riaffiora nella mia mente.

Il corso si conclude molto bene, il mio tutor si congratula e in questi giorni ho saputo che vogliono darmi un premio per il mio impegno. Wow, sono onorata. Ritrovo la fiducia, non penso al golf e butto giù appunti per nuovi post.

E tutto questo discorso per dire che oggi, dopo un tempo lunghissimo, zeppo di piccoli imprevisti di salute, pensieri e ripensamenti, sono qua con la voglia di riprendere in mano il blog senza fissarmi troppo sul perfezionamento, (tanto ancora non ci capisco nulla con WordPress) ma adesso il primo step, quello importante, é postare almeno un articolo, rompere il ghiaccio e poi vedere cosa accadrà.

Torno ai blocchi di partenza, ma qualcosa sembra cambiato stavolta ce la devo fare!

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